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La gestione dei rischi: un problema etico?
L'approccio proattivo: dall'analisi dei processi la mappa dei pericoli e rischi
Il cittadino che accede alle strutture sanitarie per motivi assistenziali e/o diagnostici si trova in una situazione di particolare
“debolezza”, spesso accompagnata da sofferenza psicologica, ansia legata alla propria situazione morbosa, ed in un particolare
rapporto con l’istituzione caratterizzato da elevata asimmetria informativa: deve cioè “fidarsi” spesso acriticamente di ciò che
il professionista sanitario gli consiglia di fare, soggiornando in un ambiente a lui estraneo [...].
Pertanto nell’ambito dei servizi alla persona quali tipicamente le attività assistenziali sanitarie, ma non solo,
è compito di chi le gestisce di adoperarsi per ridurre per quanto possibile i rischi associati o conseguenti alle modalità di
erogazione delle prestazioni richieste dall’utenza.
[...]
I principali rischi per il paziente oltre che quelli legati ad una prestazione sanitaria impropria (malpractice), sono rappresentati
dalla probabilità di incidenti legati all’utilizzo di attrezzature ed impianti durante l’esecuzione di attività assistenziali:
folgorazione, cadute accidentali [...].
I rischi per l’operatore sanitario sono in gran parte legati all’attività assistenziale sui pazienti, e attività ad essa correlata:
cadute accidentali durante la mobilità nella struttura, [...] esposizione a gas anestetici in sala operatoria [...]
I rischi aziendali sono rappresentati principalmente dalla probabilità di eventi catastrofici fuori controllo, rappresentati in primo
luogo da incendi, ma anche inondazione e terremoti. A questi si aggiungono i rischi legali e di immagine collegati ad incidenti che
possono colpire i pazienti e/o gli operatori sanitari [...]
In sostanza la direzione deve creare un ambiente in cui opera il personale sanitario, dove ha accesso anche l’utenza per motivi
diagnostici assistenziali, che garantisca le migliori condizioni possibili dal punto di vista della sicurezza, del comfort,
dell’organizzazione dell’attività sanitaria, e che salvaguardi l’ambiente esterno. [...]